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Sércol di Edoardo Ferrari 20.07.2026

Un’installazione site specific prodotta e promossa da Dnd

 

A Nozza di Vestone (BS), lungo la SP3, sul limitare del centro cittadino, una nuova forma circolare emerge dal terreno. È Sércol, l’installazione site specific dello scultore bresciano Edoardo Ferrari: un’opera che intreccia memoria e paesaggio attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, trasformando un luogo di passaggio in uno spazio di incontro e riconoscimento.
Il titolo dell’opera riprende la parola dialettale bresciana che indica il “cerchio”, figura che diventa chiave di lettura dell’intervento: un cerchio che si chiude e si rigenera, dalla forza della materia al valore di una tradizione che continua a generare identità.

Prodotta e promossa da Dnd, a seguito della partecipazione al bando indetto da comune di Vestone e provincia di Brescia per l’assegnazione delle opere pubblicitarie, Sércol nasce da una visione condivisa che riconosce nella materia, nel lavoro manuale e nella cultura manifatturiera, elementi fondanti del territorio.

Da sempre legata alla trasformazione dei metalli e alla valorizzazione del saper fare, Dnd sceglie, così, di sostenere un intervento artistico capace di restituire, attraverso la dimensione artistica, il patrimonio culturale e produttivo della Valle Sabbia.
«Promuovere Sércol significa estendere quel dialogo con la materia oltre la dimensione produttiva, affidandolo al linguaggio dell’arte. Per noi Dnd è una fucina di idee, dove la lunga esperienza manifatturiera incontra la ricerca progettuale e la creatività di architetti e designer. Sostenere quest’opera significa dare forma a una visione che mette al centro il valore del fare, della memoria e del legame con il territorio», dichiara Vilma Martinelli, che insieme ai figli Pietro e Simona guida l’azienda.

Sintesi simbolica tra terra e metallo, Sércol emerge dal terreno come una presenza essenziale. La cupola in ottone battuto custodisce bassorilievi di mani, attrezzi e gesti del lavoro, che evocano la memoria collettiva delle antiche fucine e delle comunità che hanno costruito l’identità di questo territorio attraverso il lavoro.
«Sulle superfici affiorano tracce leggere: ombre di mani, strumenti antichi della lavorazione dei metalli, percepibili solo a uno sguardo attento, come un racconto sussurrato al passaggio», racconta l’artista Edoardo Ferrari.

Pensata esclusivamente per il luogo che la accoglie, Sércol mette in relazione natura, storia e cultura del materiale. L’opera nasce dall’incontro simbolico tra terra e metallo, elementi che raccontano l’identità della Valle Sabbia e la sua tradizione manifatturiera, trasformando la memoria del lavoro in esperienza estetica e collettiva.
«L’opera si offre come simbolo di radicamento e trasformazione: un gesto contemporaneo che richiama antichi saperi delle fucine, dove mani e materia si incontrano e si tramandano nel tempo richiamando l’idea che la lavorazione dei metalli appartenga intimamente a questo territorio», conclude lo scultore.

Il fotografo Gianluca Chincoli ha seguito Edoardo Ferrari durante la realizzazione dell’opera confezionando un filmato, disponibile a questo link.

 

Photo Credits: ©Gianluca Chincoli

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