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RUNA, design Marco Acerbis 20.07.2026

RUNA trae ispirazione dall’osservazione della natura, in particolare dalla struttura dei rami, dove ogni elemento si connette agli altri seguendo un ordine spontaneo e armonioso. Il cuore del progetto è un gruppo ottico ramificato, una composizione leggera e scultorea che sembra sospesa nello spazio.

Al suo interno, sottili barre LED sono celate da tubi in vetro borosilicato con una delicata finitura riflettente. La lampada gioca con il dualismo tra visibile e invisibile: quando è spenta, la sorgente luminosa scompare, lasciando emergere soltanto la purezza del disegno. È al momento dell’accensione che RUNA rivela la sua natura più sorprendente: la luce nasce dal centro e si propaga progressivamente lungo ogni ramo, come un flusso vitale, trasformando l’oggetto in una presenza dinamica.

Il progetto si articola attraverso una gamma evolutasi in tappe successive. Alla configurazione originale di RUNA, caratterizzata da un diffusore sferico di 45 cm di diametro, si affiancano due ulteriori interpretazioni: Naked, che esalta l’essenza pura della struttura ramificata e Maxi, che accoglie il gruppo ottico in un volume vitreo dal diametro di 61 cm. Quest’ultima è stata appositamente pensata per permettere alla lampada di proporsi come protagonista solitaria sopra i tavoli, garantendone una presenza proporzionata e bilanciata. In tutte le configurazioni dotate di diffusore, le semisfere in vetro concorrono a un’emissione luminosa morbida e avvolgente, adatta ad ogni soluzione d’arredo.

Il nome RUNA, che rimanda alle antiche rune germaniche e nordiche, evoca un linguaggio ancestrale, una profonda connessione con le forze della terra. Come un segno essenziale inciso nel legno o nella pietra, la lampada diventa un simbolo che custodisce energia, luce e significato, trasformando l’illuminazione in un fenomeno vivo che si espande nello spazio.

“RUNA interpreta la luce come un fenomeno organico. L’accensione non è istantanea ma dinamica: dal centro dell’oggetto la luminosità si diffonde lungo i rami, evocando il flusso silenzioso della linfa che alimenta la crescita della natura” Marco Acerbis

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